L’Ufficio parlamentare di bilancio nel Flash “La sesta revisione del Pnrr e gli effetti sull’indebitamento netto” del 13 gennaio ha analizzato gli effetti della sesta revisione, approvata dal Consiglio UE il 27 novembre 2025, con particolare riferimento all’impatto sull’indebitamento netto nel triennio 2026-2028. La revisione ha coinvolto 174 misure, tra rimodulazioni, accorpamenti, soppressioni e nuovi interventi, lasciando invariata la dotazione complessiva del Piano a 194,4 miliardi (71,8 miliardi di sovvenzioni e 122,6 miliardi di prestiti). L’effetto finanziario complessivo delle rimodulazioni è pari a 13,438 miliardi (10,84 di prestiti e 2,6 di sovvenzioni). Nel complesso, la rimodulazione comporta:
• 32 misure azzerate o ridotte;
• 15 interventi potenziati o nuovi;
• 5,5 miliardi affidati a “facilities”, strumenti che permettono di diluire la spesa anche oltre il 2026
Effetti sui saldi di finanza pubblica
Secondo la Relazione tecnica alla legge di bilancio 2026, il definanziamento di alcune misure per circa 14,2 miliardi è compensato:
• per 7,8 miliardi da nuovi interventi (in larga parte tramite nuove facility);
• per 6,5 miliardi dall’inclusione nel Pnrr di misure già finanziate con risorse nazionali negli anni precedenti.
Il risultato è un miglioramento dell’indebitamento netto pari a:
• +4,8 miliardi nel 2026
• +0,7 miliardi nel 2027
• +81 milioni nel 2028
L’effetto più significativo si concentra nel 2026, grazie a minori uscite (circa 5,7 miliardi), dovute soprattutto al definanziamento di interventi con spesa prevista nell’anno – tra cui Transizione 5.0 – sostituiti da misure già realizzate e finanziate fuori dal Pnrr (come Transizione 4.0).
Missioni: chi guadagna e chi perde
Il saldo della revisione è positivo in particolare per:
• Missione 1 – Digitalizzazione e competitività: +4,4 miliardi
• Missione 3 – Mobilità sostenibile: +1,2 miliardi
Registrano invece un saldo nullo o negativo le altre Missioni. In particolare:
• Missione 7 – REPowerEU: -4 miliardi (principalmente per il ridimensionamento di Transizione 5.0)
• Missione 2 – Rivoluzione Verde: -1 miliardo (riduzione fondi per le rinnovabili e le comunità energetiche)
Spesa oltre il 2026: 23,8 miliardi “differibili”
La revisione amplia il ricorso a facility e strumenti finanziari che consentono di spendere oltre la scadenza ordinaria del Piano (agosto 2026). Le risorse interessate ammontano a 23,8 miliardi, a fronte di una spesa effettiva – al 30 gennaio – di circa 2,3 miliardi.
Questo meccanismo separa due piani:
• il raggiungimento di milestone e target, necessario per ottenere le rate UE;
• la realizzazione effettiva della spesa, che dipende dalla capacità amministrativa.
Poiché il mancato raggiungimento di un obiettivo comporta solo una riduzione parziale della rata e non la restituzione integrale delle somme già ricevute, non si può escludere che, a conclusione del Pnrr, emergano scostamenti – positivi o negativi – tra fondi incassati e spese effettivamente sostenute. La revisione, dunque, migliora i saldi di finanza pubblica nel breve periodo, ma introduce una maggiore complessità nella gestione temporale della spesa e nei suoi effetti economici complessivi.





