Transizione 4.0 e 5.0: le ipotesi di revisione nella nuova manovra di bilancio

In vista della manovra di bilancio si valutano nuove misure. Al 31 dicembre 2025, in assenza di interventi legislativi, si chiuderebbe la finestra temporale per una serie di crediti d’imposta finanziati con fondi statali: per l’acquisto di beni materiali innovativi (4.0), per investimenti in innovazione tecnologica di base e in innovazione 4.0 o “green”, per gli investimenti sul design e l’ideazione estetica. E terminerebbe anche la misura Transizione 5.0 che finora, su 6,23 miliardi di euro disponibili a valere sulle risorse europee del Pnrr, ha assorbito 1,8 miliardi di euro, poco meno del 29 per cento. Nel Rapporto di valutazione sull’efficacia del piano Transizione 4.0, il ministero dell’Economia aveva calcolato che i crediti d’imposta per l’acquisto di beni materiali 4.0 avevano sforato ogni previsione di spesa, attestandosi a oltre 6,9 miliardi di euro nel 2022.

Si ipotizza, quindi, un accorpamento degli incentivi dei piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0, grazie ad una misura con minori obblighi rispetto a quelli imposti dal Pnrr, ad esempio sul principio Dnsh (non arrecare danni significativi all’ambiente) che ha escluso diverse attività industriali energivore. Allo scopo si utilizzerebbero risorse nazionali mentre gli avanzi del Pnrr coprirebbero altri tipi di interventi, a cominciare dai contratti di sviluppo.