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Riforma del codice degli appalti: ruolo chiave al Consiglio di Stato e riduzione delle stazioni appaltanti

Dopo il Dl semplificazioni/governance e il Dl reclutamento, il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il terzo provvedimento del cronoprogramma attuativo del PNRR: il disegno di legge delega di riordino del codice degli appalti. Tra le novità previste dalla bozza del nuovo ddl si legge che la proposta dei decreti legislativi spetterà non solo al ministro delle Infrastrutture, che è il titolare della materia, ma anche al Presidente del Consiglio e al Consiglio di Stato. Così facendo, il governo risolve tecnicamente i possibili contrasti tra le forze di maggioranza su una materia politicamente delicata, avvalendosi anche della consulenza del Consiglio di Stato.

Inoltre, il disegno di legge specifica una forte aderenza alle direttive europee nel processo di riforma, la «forte riduzione numerica» delle stazioni appaltanti, una rinnovata attenzione alle infrastrutture digitali e all’e-procurement, nonché una generale semplificazione delle procedure e l’incentivo al ricorso a «procedure flessibili» come il dialogo competitivo, il rilancio del partenariato pubblico-privato. Infine, la bozza del nuovo ddl stabilisce il «divieto di proroga dei contratti di concessione, fatti salvi i principi europei in materia di affidamento in house».