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PNRR: OCCHIO AI PROGETTI!

di Giuseppe Stancanelli

Nella sua intervista al “SOLE 24 ORE” del 1° maggio il ministro Giovannini ha annunciato la partenza del Recovery Plan, con 10 miliardi pronti da spendere soprattutto per opere infrastrutturali, quali l’alta velocità ferroviaria, ma anche le strade provinciali per le aree interne.

  E’ evidente che diventi attuale il nodo dei progetti, soprattutto quelli che riguardano opere di competenza degli enti locali. Poiché spesso si parte con la progettazione solo al momento in cui si dispone del finanziamento, si tratta spesso di progetti frettolosi e approssimativi, in quanto sono brevi i termini per l’affidamento dei lavori e si vuole evitare di perdere il finanziamento. La redazione del progetto esecutivo è affidato all’appaltatore.

      La conseguenza è che nel corso dell’esecuzione si deve procedere alla correzione di errori nei progetti, attraverso le c.d. varianti, che sono la “delizia” dell’appaltatore che le deve contrattare con la stazione appaltante e che determinano spesso la sospensione o il rallentamento dei lavori.

      Le varianti sono, viceversa, la “croce” per l’ente appaltante che deve contrattare spesso “nuovi prezzi”, rispetto a quelli del capitolato d’appalto, e lo fa in una situazione di debolezza, perché si tratta di richieste di modifica che partono dall’Ente stesso, pertanto, la forza contrattuale è dell’appaltatore.  

Per non parlare, poi, dell’allungamento dei tempi di esecuzione. Talvolta questo fenomeno assume carattere macroscopico: in una grande città l’esecuzione della prima tratta di una nuova tranvia, di poco più di 10 chilometri, ha imposto 104 varianti al progetto! Per portare alla conclusione l’opera è stato necessario chiedere l’intervento di un tecnico, specializzato in tranvia, per supportare il direttore dei lavori, scelto all’interno dell’Ente.

      Nell’intervista già citata il Ministro Giovannini ha detto: “Ora i lavori pubblici avranno una scadenza di consegna, le istituzioni si adeguino”; ma molte di queste opere debbono ancora essere progettate e quindi esiste il pericolo sopra denunciato; non a caso un quotidiano del giorno 6 maggio ha annunciato che “i ministeri competenti forniranno assistenza tecnica e format progettuali ai Comuni (per gli asili) e alle Regioni (per i mini ospedali territoriali) attraverso vere e proprie “squadre di lavoro” per aiutare gli enti locali a realizzare le opere”. Saranno i ministeri competenti in grado di organizzare le squadre necessarie per tutte le opere per le quali la progettazione partirà quasi contemporaneamente?

      Comunque, è indispensabile che questa assistenza sia effettiva, che riguardi soprattutto la progettazione, in particolare quella  degli enti più piccoli, privi di tecnici adeguati e che non incontri il rifiuto dei soggetti da supportare.

      Più affidabilità sembra derivare dalla concessa autorizzazione a servirsi di personale esterno all’Ente, attraverso il conferimento di incarichi, ma a due condizioni: che si tratti di tecnici in grado di garantire la qualità e la completezza del progetto e che, possibilmente, sia un progetto esecutivo, che allontana la necessità di varianti, in quanto fondato su una conoscenza più approfondita della situazione, soprattutto geologica.