| Il Governo ha definito una nuova rimodulazione del PNRR per circa 2,1 miliardi di euro, nella fase conclusiva del Piano e in vista della richiesta della decima e ultima rata. La revisione, illustrata dal ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti dopo la cabina di regia a Palazzo Chigi, comprende anche 90 modifiche tecniche finalizzate alla semplificazione per le amministrazioni centrali e territoriali. La riprogrammazione si inserisce nel quadro della maggiore flessibilità riconosciuta a livello europeo per affrontare la crisi energetica, a condizione che le misure contribuiscano ad accelerare la transizione dai combustibili fossili. |
Le risorse liberate derivano da interventi ritenuti non più pienamente coerenti con le tempistiche del Piano o con le esigenze di rendicontazione. Tra le riduzioni figurano fondi del MIT, del MASAF e del MASE, oltre allo spostamento fuori dal PNRR di 500 milioni relativi al credito d’imposta ZES, a causa di difficoltà di rendicontazione incompatibili con le scadenze del Piano. Il reimpiego delle risorse sarà concentrato su alcune priorità: 700 milioni andranno a Industria 5.0, 1 miliardo sarà destinato all’housing attraverso uno strumento finanziario orientato anche all’efficientamento energetico, 200 milioni saranno assegnati all’efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica, 173 milioni alle comunità energetiche, 32 milioni alle PMI per la produzione di energia e 94 milioni all’acquisto di treni elettrici.





