| Lo studio della Banca d’Italia “Do incentives and organizational innovations affect the performance of public administrations? Lessons from the Italian NRRP”, pubblicato nella collana Questioni di Economia e Finanza, analizza gli effetti del PNRR sulla capacità delle pubbliche amministrazioni di gestire gli appalti e realizzare opere pubbliche. Lo studio valuta se condizionalità, incentivi economici, semplificazioni procedurali e innovazioni organizzative abbiano migliorato la capacità delle amministrazioni di trasformare le risorse in opere. L’analisi si basa sui bandi di lavori pubblici pubblicati tra il 2016 e il 2023, rilevati attraverso l’Autorità nazionale anticorruzione, e le informazioni delle Casse edili sullo stato di avanzamento dei cantieri. Il campione finale comprende oltre 204mila contratti, di cui circa 178mila non PNRR, 6.275 contratti PNRR rimasti finanziati e oltre 20mila contratti inizialmente inclusi nel Piano ma successivamente definanziati. Il risultato più netto riguarda la fase di aggiudicazione. Gli appalti PNRR mostrano una probabilità di essere aggiudicati pari all’88%, contro il 69% di contratti comparabili non PNRR: un incremento di 19 punti percentuali. Anche i tempi migliorano: le procedure PNRR risultano più rapide di circa 10 giorni, con una riduzione stimata intorno al 19% rispetto al valore medio osservato prima del Piano. Un ruolo determinante è attribuito alla condizionalità orientata ai risultati, cioè al legame tra erogazione delle risorse e raggiungimento di obiettivi verificabili, insieme alla qualificazione e centralizzazione delle stazioni appaltanti. Il PNRR sembra avere inciso soprattutto sulle amministrazioni con minore capacità amministrativa. Nei Comuni meno strutturati, l’effetto sulla probabilità di aggiudicare un contratto arriva a circa 23 punti percentuali, contro 18 punti nei Comuni con capacità amministrativa più elevata. Più articolato il quadro dell’esecuzione. Il PNRR ha favorito l’avvio dei cantieri: la probabilità di apertura dei lavori aumenta di circa 7 punti percentuali. Un ruolo rilevante è attribuito anche all’anticipazione ai privati, aumentata dal 10% al 30%, che ha contribuito ad attenuare i vincoli di liquidità delle imprese e ad accelerare le prime fasi operative. Tuttavia, l’effetto tende a ridursi nelle fasi successive: il miglioramento è più evidente all’avvio e nei primi stati di avanzamento, mentre non emerge un impatto significativo sulla quasi conclusione dei lavori. |
Lo studio segnala anche un elemento positivo sul piano sistemico: la gestione degli appalti PNRR non ha prodotto un rallentamento nell’aggiudicazione degli appalti non finanziati dal Piano. Questo suggerisce che le amministrazioni, pur sottoposte a una forte pressione attuativa, non hanno necessariamente spostato capacità operativa a discapito delle altre procedure.





