Piano casa, il decreto prende forma: più ruolo ai Comuni e canoni calmierati per i dipendenti pubblici

Il Piano casa arriva alla sua fisionomia definitiva dopo il passaggio in commissione Ambiente alla Camera. Il decreto legge 66/2026 approda ora in Aula, con voto di fiducia previsto per lunedì e tempi molto stretti per la seconda lettura al Senato, da concludere entro il 6 luglio. Il testo risulta ormai sostanzialmente blindato. Tra le principali novità:
– l’allargamento dell’accesso agli immobili a canone calmierato ad alcune categorie di dipendenti pubblici, tra cui insegnanti, personale sanitario e membri delle forze dell’ordine
– afforzamento del ruolo dei Comuni nell’attuazione del pilastro dedicato all’edilizia residenziale pubblica. I sindaci potranno essere assegnatari dei fondi destinati alla riqualificazione degli immobili inagibili, accanto alle aziende casa. I fondi con pari a circa 7 miliardi di euro, in parte composti da risorse già legate alle competenze comunali, come i 4,8 miliardi per la rigenerazione urbana
– eliminazione della corsia preferenziale per i fondi provenienti dall’estero per gli interventi privati e dell’edilizia convenzionata. Le semplificazioni non saranno riservate solo a capitali internazionali, ma resta la soglia minima di un miliardo di euro per accedere alle procedure speciali. Un altro emendamento precisa che gli interventi dovranno riguardare un ambito fisicamente continuo o funzionalmente unitario, definito in convenzione con il Comune interessato
– Introduzione dell’obbligo di prevedere spazi e servizi di prossimità, anche comuni, funzionali alla coesione sociale e al benessere della comunità residente negli interventi di edilizia convenzionata. Il riferimento è in particolare a forme di senior cohousing, cohousing intergenerazionale e servizi abitativi integrati
– Via libera al rifinanziamento, per 8,5 milioni di euro nel 2026, del fondo per gli affitti degli studenti fuori sede
– Approvazione del la possibilità per società non interamente partecipate da enti pubblici di accedere ai fondi immobiliari abilitati a ricevere investimenti dei fondi istituiti da Invimit Sgr per la riqualificazione del patrimonio immobiliare.

Non tutte le proposte sono arrivate al traguardo. È stato rinviato il veicolo finanziario che avrebbe dovuto portare circa un miliardo di euro nel Fondo nazionale per l’abitare gestito da Cdp Real Asset, attraverso risorse PNRR collegate alla Rosco ferroviaria. Il Governo ha chiarito che l’intervento sarà recuperato in un successivo decreto.