| Il PNRR ha contribuito ad accelerare il ricambio generazionale nella Pubblica amministrazione, favorendo l’ingresso di nuovi profili e competenze. Secondo l’analisi di FPA sui dati del Conto annuale 2024 della Ragioneria generale dello Stato, tra il 2023 e il 2024 i dipendenti under 30 sono passati da meno di 158mila a quasi 210mila, con un aumento del 33%. Restano però ancora una quota limitata: poco più del 6% del totale. Nel complesso, i dipendenti pubblici sono cresciuti dell’1,8% in un anno e potrebbero superare i 3,4 milioni entro la fine del 2026. I comparti più dinamici sono istruzione e ricerca, con 60mila addetti in più nel biennio, e sanità, con 32mila nuovi ingressi. Tra il 2023 e il 2024 le assunzioni sono state circa 214mila, a fronte di 117mila uscite. La PA diventa anche più qualificata: i laureati rappresentano ormai il 59% del personale, mentre nel 2024 sono state erogate 4,5 milioni di giornate di formazione. Il dato anticipa l’applicazione della direttiva del 2025, che prevede almeno 40 ore annue di formazione per ciascun dipendente pubblico. |
Restano tuttavia due nodi strutturali. Il primo è demografico: nonostante i nuovi ingressi, il 54% dei dipendenti pubblici ha più di 50 anni e oltre 121mila hanno già superato i 65. Il secondo riguarda le retribuzioni: tra il 2014 e il 2024 il salario reale medio è sceso da 34.374 a 32.883 euro.





