| La Relazione annuale del CNEL sui servizi pubblici, che viene presentata oggi, evidenzia che la principale eredità del PNRR per la Pubblica amministrazione non è solo negli investimenti realizzati, ma nel metodo: obiettivi misurabili, scadenze certe, monitoraggio continuo e collegamento tra risultati e risorse. Secondo la Relazione, il Piano ha funzionato come uno stress test della capacità amministrativa italiana, spingendo uffici pubblici, Governo ed enti territoriali a lavorare su milestone e target concordati a livello europeo. Tra gli effetti più rilevanti rientrano la digitalizzazione dei concorsi, il portale inPA, il PIAO, Syllabus, il rafforzamento della formazione e l’avanzamento dei servizi digitali. Restano però forti differenze nella capacità amministrativa degli enti. La Relazione parla di una PA “a due velocità”: persistono silos ministeriali, difficoltà nell’interoperabilità dei dati, resistenze al passaggio al Polo strategico nazionale e criticità soprattutto nei piccoli comuni e negli interventi più complessi. |
La sfida del post-PNRR è quindi trasformare l’accelerazione straordinaria del Piano in capacità ordinaria dello Stato. Per farlo servono interoperabilità, principio once only, ascolto degli utenti, valutazione degli outcome e un legame più stabile tra risultati, carriere, retribuzioni e qualità dei servizi pubblici.





