| Il programma delle infrastrutture strategiche e prioritarie in Italia ha raggiunto 522 miliardi (novembre 2025), in crescita dell’8%. Il quadro è espansivo e il PNRR è uno dei principali fattori di spinta: il mercato delle opere pubbliche resta vivace e i progetti legati a PNRR e PNC alimentano la pipeline tra progettazione e cantieri. Mentre gli investimenti accelerano grazie al PNRR, ma vi sono criticità su sostenibilità e attuazione. Nel Rapporto Camera dei deputati–Cresme–Anac emergono alcune questioni direttamente connesse alla dinamica PNRR: – Coperture finanziarie incomplete: su 522 miliardi, 352 miliardi (67%) risultano coperti, ma mancano 170 miliardi (32,6%). In un contesto in cui il PNRR concentra risorse e tempi, la quota “scoperta” diventa un rischio per continuità e priorità degli interventi. – Aumento dei costi dei progetti: rispetto ad agosto 2024 il valore complessivo cresce di circa 38,6 miliardi (+8%), per l’avanzamento progettuale e l’aggiornamento dei quadri economici connessi ai rincari. Questo impatta anche i cantieri PNRR/PNC, dove il presidio economico è determinante per rispettare milestone e target. – Tempi di realizzazione ancora troppo lunghi: l’analisi delle dieci opere simbolo più complesse (in parte commissariate o incluse nel perimetro PNRR-PNC, per 57,5 miliardi) mostra che il 54% dei costi è ancora in progettazione e solo poco più di un terzo è in esecuzione. Con scadenze PNRR ravvicinate, la permanenza in progettazione diventa una criticità strutturale. Anac richiama il tema dei numerosi commissariamenti e propone una regolazione comune. Nel contesto PNRR, la proliferazione di assetti speciali può accelerare, ma anche frammentare responsabilità e controlli se non armonizzata. Il collo di bottiglia sta nella progettazione. Sul totale del programma: – 39% (189,5 miliardi) è ancora in progettazione – 35% (174 miliardi) è in esecuzione – 15% (75 miliardi) è concluso |





