OPERE D’INTERESSE NAZIONALE AL SUD, A RISCHIO CON LA SCADENZA PER IL 2023

I territori del Sud sono stati inseriti nelle Zone economiche speciali (Zes) con l’obiettivo di velocizzare i processi burocratici e promuovere nuovi insediamenti, ma finora non sono state emesse risorse economiche per raggiungere tali obiettivi. Tali aree sono in gran parte trascurate, con pochi servizi e senza collegamenti tra porti e ferrovie. Non è stato ancora speso un euro per i lavori previsti nel PNRR e la Commissione europea ha fissato il 31 dicembre 2023 come termine ultimo per l’avvio delle procedure, pena la perdita dei finanziamenti. Attualmente le gare d’appalto avviate sono molto poche. Le grandi opere di interesse nazionale, per un valore di 329 milioni di euro, potrebbero non essere realizzate a causa di errori nelle schede divisione di competenze tra enti che non si parlano, lunghi iter procedurali e la mancanza di monitoraggio. Per ottenere i finanziamenti dall’Europa, è necessario arrivare al 2026 con almeno 22 interventi per il collegamento dell’“ultimo miglio”, almeno 15 interventi di digitalizzazione della logistica, almeno 4 lavori di efficientamento energetico e ambientale e almeno 4 interventi di potenziamento della resilienza e della sicurezza dell’infrastruttura connessa ai porti. Questi interventi, che ammontano a 329 milioni di euro, sono principalmente infrastrutture di interesse nazionale. Tuttavia, la competenza diretta su questa lista, invece di essere affidata ai commissari Zes, che hanno un potere speciale per accelerare le procedure di gara, è stata divisa tra diversi enti: autorità portuali, Anas e Rete ferroviaria italiana. Fino ad ora, non è stato ancora aggiudicato alcun contratto di appalto per iniziare i lavori. La Corte dei conti non ha lasciato alcun dubbio esprimendosi con parole inequivocabili su questi interventi. È evidente che raggiungere l’obiettivo fissato dal PNRR entro la fine dell’anno risulterà complicato e sarà quindi necessario un notevole sforzo per accelerare la procedura. Inoltre mancano attività di monitoraggio per verificarne l’andamento.