| Per la prima volta l’Unione europea affronta in modo diretto la crisi abitativa, con un Piano europeo per incentivare la costruzione di alloggi e regolamentare gli affitti a breve termine. Pur restando la politica abitativa una competenza prevalentemente nazionale e locale, la Commissione europea ritiene che la portata della crisi richieda un intervento di coordinamento e supporto a livello europeo, attraverso risorse finanziarie, maggiore flessibilità normativa e un rafforzamento degli strumenti di analisi e monitoraggio del mercato immobiliare. Il fulcro del Piano è l’aumento dell’offerta abitativa: secondo le stime, servirebbero circa 650 mila abitazioni in più ogni anno. La strategia punta sia sulla costruzione di nuovi alloggi sia sulla riconversione e ristrutturazione del patrimonio esistente, con attenzione a qualità, sicurezza ed efficienza energetica. La Commissione lancia la European Strategy for Housing Construction, che promuove innovazione, digitalizzazione, metodi costruttivi moderni e una significativa semplificazione delle procedure autorizzative. Sul fronte finanziario, l’Ue ha già mobilitato oltre 43 miliardi di euro nel bilancio 2021-2027 per edilizia sociale e accessibile, risorse che saranno rafforzate tramite InvestEU, fondi di coesione e Social Climate Fund. Centrale anche la nuova Piattaforma paneuropea per gli investimenti, sviluppata con la BEI, con l’obiettivo di mobilitare capitali su larga scala: le banche promozionali europee stimano investimenti fino a 375 miliardi di euro entro il 2029. |
Rilevante la revisione delle regole sugli aiuti di Stato, che potranno finanziare non solo l’edilizia sociale tradizionale, ma anche quella accessibile per famiglie a reddito medio-basso, con procedure più semplici e flessibili. Il Piano affronta inoltre il tema degli affitti brevi, riconosciuti come uno dei fattori di riduzione dell’offerta abitativa nelle aree più sotto pressione. Oltre al regolamento europeo in vigore dal 2026, la Commissione prepara nuove proposte per dare alle autorità locali strumenti giuridici più chiari, inclusa la possibilità di limitare il numero di notti affittabili. Particolare attenzione è rivolta a giovani, studenti e persone senza dimora, con investimenti in residenze dedicate e il rafforzamento dell’approccio Housing First, in linea con l’obiettivo europeo di ridurre drasticamente la homelessness entro il 2030. L’attuazione del Piano sarà accompagnata da una European Housing Alliance e da un primo Vertice europeo sulla casa previsto per il 2026.





