Le micro, piccole e medie imprese costituiscono l’ossatura produttiva del Paese, generano occupazione, innovazione e una quota rilevante della ricchezza nazionale. Eppure questo patrimonio imprenditoriale è ancora in gran parte escluso dal mercato degli appalti pubblici. È il paradosso emerso dalla ricerca “Le micro e piccole imprese e il mercato degli appalti pubblici in Italia”, presentata oggi 18 giugno a Roma, nella sede di Confartigianato, e realizzata dall’Università di Roma Tor Vergata in collaborazione con Promo PA Fondazione nell’ambito dell’Osservatorio OReP di cui Confartigianato è partner.
L’evento, aperto dai saluti del Presidente di Confartigianato Marco Granelli, è stato introdotto e moderato dal professor Gustavo Piga, docente di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata. Annalisa Giachi, responsabile Area Ricerche di Promo PA Fondazione, ha illustrato i dati della ricerca che sono stati poi discussi in una tavola rotonda da Lorenzo Carretti, Responsabile di Rete 4C NetWork, Gaetano Palombelli, responsabile area istituzionale di UPI, e Manuela Rinaldi, Presidente di Itaca e Assessora ai Lavori Pubblici della Regione Lazio. Le conclusioni sono state affidate a Gaetano Scognamiglio, Presidente di Promo PA Fondazione.
Dal confronto è emersa una visione condivisa: ampliare la partecipazione delle micro e piccole imprese agli appalti pubblici significa rendere il mercato più aperto, inclusivo e competitivo. Una prospettiva nella quale gli appalti non vengono considerati esclusivamente uno strumento di acquisto della Pubblica amministrazione, ma una leva strategica per generare sviluppo economico diffuso, innovazione e crescita dei territori. Occorre quindi progettare gare più accessibili, semplificare le procedure, sfruttare la digitalizzazione come leva di efficienza, promuovere la crescita delle competenze e sostenere forme di aggregazione in grado di rafforzare la capacità competitiva delle imprese.





