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La riforma degli istituti tecnici non soddisfa Imprese e Regioni

Gianni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria per il Capitale umano e Claudio Di Berardino, assessore al lavoro, scuola e formazione della regione Lazio considerano il testo normativo sugli Its in discussione a Montecitorio svantaggioso per gli Istituti e insoddisfacente per le imprese. Infatti, la riforma prevede l’obbligo di provenienza dalle imprese per il 50/60% di “insegnanti”, nonostante nei migliori Its le docenze del mondo produttivo vadano oggi dal 70 al 90% delle ore totali. Inoltre, i rapporti tra Its e atenei sono sbilanciati a vantaggio dei secondi: è previsto, ad esempio, che gli atenei “accreditino” i corsi degli Its triennali, andando così a colpire Its storici e molto efficienti come l’accademia navale della Liguria e l’Its Mobilità in Lombardia.

Critico anche il capitolo risorse: il Pnrr prevede 1,5 miliardi, ma nel fondo ordinario previsto dalla norma le risorse sono pari a quelle degli anni scorsi (68 milioni per quest’anno che diventano 48 negli anni successivi). E con queste poche risorse sarà difficile porre attenzione ai nuovi laboratori e all’ammodernamento delle sedi.