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Il decreto del MiSE che istituisce il Fondo Impresa Donna (Missione 5, Componente 1, Investimento 1.2)

In arrivo il decreto del Mise e il Dipartimento Pari Opportunità che istituirà il Fondo Impresa Donna (Investimento 1.2 M5C1). Il decreto, che secondo il cronoprogramma del PNRR avrebbe dovuto essere pubblicato entro settembre, è stato firmato dal Ministro Giorgetti ed ha ottenuto il concerto della Ministra Bonetti. È ora alla firma del Ministro Franco e poi passerà alla Corte dei conti. Successivamente, un provvedimento MiSE fisserà la data di partenza delle domande, da presentare sul sito di Invitalia, poi valutate secondo l’ordine di presentazione e altri criteri come la forza imprenditoriale del progetto, le potenzialità del mercato di riferimento e una premialità assegnata alle iniziative ad alta tecnologia. Di seguito i dettagli del decreto anticipati dal Sole 24 Ore di sabato 2 ottobre.

Il Fondo Impresa Donna finanzierà: la nascita, consolidamento e innovazione di imprese gestite da donne, compresa la partecipazione al capitale di rischio di tali imprese; attività di mentoring, supporto tecnico-manageriale, misure di conciliazione vita-lavoro e promozione di campagne di comunicazione multimediali ed eventi, al fine di creare un clima culturale favorevole all’imprenditoria femminili. Il fondo varrà 400 milioni di euro totali di cui 32,5 milioni per i primi interventi, 6,2 milioni per secondi e 1,3 milioni per una parte della misura affidata ad Invitalia.

Nel caso di creazione di imprese, si tratterà di contributi a fondo perduto che, entro spese ammissibili di 100mila euro, copriranno l’80% fino a un massimo di 50mila euro. Per le donne disoccupate la percentuale massima di copertura sale al 90%. Se il programma prevede invece spese superiori a 100mila euro e fino a 250mila euro, la copertura scende al 50%.

Nel caso di consolidamento, per le imprese costituite da almeno un anno e massimo tre le agevolazioni saranno per il 50% come fondo perduto e per un altro 50% come finanziamento agevolato di 8 anni a tasso zero, fino all’80% delle spese ammissibili. Se invece l’azienda ha più di tre anni le spese di capitale circolante sono agevolate solo con il fondo perduto, quelle di investimento anche con il finanziamento agevolato. Saranno ammissibili le sole spese che risultino sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda oppure, nel caso di persone fisiche, alla data di costituzione dell’impresa o dell’apertura della partita Iva. Previsto anche un voucher fino a 5mila euro per impresa da spendere in assistenza tecnica e di gestione dell’impresa (di cui 3mila euro per servizi di Invitalia).

Potranno utilizzare le risorse cooperative e società di persone con ameno il 60% di donne socie; società di capitale con quote e componenti del cda per almeno 2/3 da donne; imprese individuali la cui titolare è una donna; lavoratrici autonome. Gli interventi ammessi sono: nuovi impianti, macchinari e attrezzature, immobilizzazioni immateriali, servizi cloud per la gestione aziendale, assunzioni di personale a tempo indeterminato o determinato, avvenute dopo la data di presentazione della domanda e impiegato nell’iniziativa.