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Il decreto del MEF sull’attuazione finanziaria del PNRR

In arrivo in Gazzetta Ufficiale il decreto del Mef firmato dal ministro il 6 agosto scorso che darà il via all’attuazione finanziaria del PNRR e a cui dovranno attenersi tutti i ministeri di spesa.

  • 256 capitoli di spesa totali tra investimenti e subinvestimenti
  • 526 tra obiettivi e traguardi (nell’allegato alla decisione UE erano 528) da oggi al 30 giugno 2026 per ottenere i finanziamenti. Per il 2021 se ne contano 51. In questa prima fase, le condizionalità sono prevalentemente legate a step intermedi di riforme che dovrebbero consentire l’avvio del Piano. I traguardi e gli obiettivi sono consultabili nell’Allegato alla Decisione del consiglio di approvazione del PNRR italiano
  • 191,5 miliardi totali del piano, di cui 124,5 per «nuovi progetti», 51,4 per «progetti in essere» e 15,6 per progetti finanziati con il Fondo sviluppo coesione, sono ripartiti fra 23 amministrazioni centrali

Il decreto detta anche le modalità informatiche in cui le singole amministrazioni dovranno trasmettere alla Ragioneria generale i dati relativi allo stato di attuazione delle riforme e degli investimenti e il raggiungimento dei connessi traguardi e obiettivi al fine della presentazione delle richieste di pagamento a Bruxelles. Le stesse amministrazioni a vigilare sulla «tempestiva, efficace e corretta attuazione degli interventi», anche rilevando i dati finanziari, fisici e procedurali che, una volta acquisiti, ogni singolo ministero dovrà inviare al nuovo Servizio centrale per il PNRR costituito dal MEF nel Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato .L’invio dei dati dovrà avvenire esclusivamente in via telematica con il servizio informatico sviluppato dallo stesso Mef, così come prevede l’ultima legge di bilancio (178/2020).

L’allegato 1 del decreto contiene invece la ripartizione delle risorse fra le amministrazioni e tra i progetti.

L’allegato 2 del decreto spiega come funzionerà il rilascio delle rate di rimborso e anche gli importi delle singole rate semestrali. Alla fine di ogni semestre è prevista la richiesta a Bruxelles di una rata di rimborso che sarà condizionata al raggiungimento di «obiettivi» (target nei regolamenti Ue) o «traguardi» (milestone) per un certo numero di riforme e progetti. Le rate più consistenti saranno quelle dei primi due semestri (24.138 milioni circa) mentre un altro picco sarà al 31 dicembre 2024 con una rata di 21.264 milioni.