| Il Piano Casa del Governo prende forma con una nuova linea di intervento dedicata al service housing, cioè agli alloggi destinati ai lavoratori fuori sede che oggi incontrano crescenti difficoltà a vivere nelle città più attrattive dal punto di vista occupazionale, a causa dell’aumento dei canoni di locazione. La misura dovrebbe essere finanziata con circa 1 miliardo di euro proveniente dall’ultima rimodulazione del PNRR. Le risorse derivano dai fondi inizialmente destinati alla Rosco, la società pubblica prevista per acquistare e noleggiare treni, e saranno ora indirizzate, secondo l’impostazione del Ministero delle Infrastrutture, a uno dei pilastri strategici del programma nazionale per l’abitare. Il veicolo dell’operazione dovrebbe essere il Fondo nazionale dell’abitare, fondo comune di investimento immobiliare gestito da Cdp Real Asset Sgr e dedicato all’edilizia residenziale a prezzi accessibili. Il fondo è assistito dalla garanzia InvestEU e può ricevere risorse PNRR in quanto qualificato come “Member State compartment”. Nel complesso, dalla rimodulazione arriverebbero circa 1,2 miliardi di euro: oltre al miliardo destinato agli alloggi per lavoratori, 200 milioni andrebbero a rafforzare il programma PNRR per l’efficientamento energetico delle case popolari, che ha registrato richieste superiori alle risorse inizialmente disponibili. |
Il tema centrale è l’emergere di una nuova vulnerabilità abitativa che riguarda la classe media e molte categorie essenziali per il funzionamento delle città: giovani professionisti, infermieri, insegnanti, forze dell’ordine e lavoratori dei servizi. L’affordable housing viene indicato come risposta intermedia tra social housing e mercato libero, con canoni inferiori a quelli di mercato ma sostenibili per operatori e investitori.





