| In un contesto internazionale sempre più instabile, segnato dalla competizione tra Stati Uniti e Cina e da un progressivo indebolimento dell’ordine globale, Mario Draghi invita l’Unione europea a compiere un salto di qualità nel processo di integrazione. Intervenendo a Lovanio, dove ha ricevuto un diploma honoris causa, l’ex presidente del Consiglio ha parlato della necessità di un “federalismo pragmatico”: un percorso concreto, graduale e basato sulle cooperazioni possibili tra i Paesi disponibili, nei settori in cui è realistico avanzare subito. |
Secondo Draghi, l’Unione non può più limitarsi a essere una confederazione di Stati sovrani. Il messaggio arriva alla vigilia di una serie di vertici europei dedicati a competitività, mercato unico e difesa, e mentre alcuni Stati membri – tra cui Germania, Francia e Italia – hanno già avviato un confronto su nuove forme di collaborazione rafforzata. Temi che saranno al centro anche del summit informale del 12 febbraio, dedicato all’economia, al quale parteciperanno lo stesso Draghi ed Enrico Letta.





