Premi "Invio" per passare al contenuto

Approvato al Senato il D.L.80/2021 sul Reclutamento della PA

I punti chiave:

  1. Cancellato il requisito dei cinque anni di iscrizione all’albo. I professionisti più giovani e quelli dei settori non ordinistici potranno ambire agli incarichi nella Pa per il Recovery Plan.
  2. Niente mobilità libera, ossia senza obbligo di autorizzazione preventiva da parte dell’amministrazione di appartenenza, per il personale degli enti locali e del servizio sanitario. Questo emendamento protegge gli enti locali che temevano una fuga di personale verso comparti più ricchi. Per spostarsi ci vorrà sempre l’assenso della Pa di appartenenza negli enti con meno di 100 dipendenti a tempo indeterminato, fra 100 e 250 dipendenti l’obbligo di nulla osta scatterà quando il personale in servizio nella qualifica è inferiore di almeno il 5% rispetto all’organico, e fra 250 e 500 dipendenti quando il deficit è di almeno il 10%. I neoassunti negli enti locali dovranno rimanere per almeno 5 anni nella sede di prima assegnazione. Sempre per gli enti locali, cade il blocco delle assunzioni quando non si approvano i bilanci in tempo. Potrà essere contravvenuto il divieto di assunzione per i contratti necessari al Pnrr, ma anche per servizi sociali, istruzione, protezione civile e Polizia locale.
  3. L’Anac definirà gli strumenti anticorruzione del «Piano integrato di attività e organizzazione», che sostituirà i numerosi documenti di programmazione obbligatori negli enti pubblici, soprattutto locali
  4. Rafforzata la trasparenza dei concorsi sul Portale del Reclutamento che partirà a settembre.
  5. Introdotto il requisito del titolo di studio «coerente» con i profili richiesti in alternativa a quello delle «professionalità correlate» alla capacità di gestione dei fondi Ue, nel tentativo di superare i vincoli fissati dalla legge di bilancio del governo Conte-2, che secondo Brunetta hanno contribuito all’insuccesso del Concorsone per il Sud (47% dei posti scoperti).
  6. Per quanto concerne la dirigenza, i dipendenti pubblici che ottengono incarichi dirigenziali a tempo (articolo 19, comma 6 del Dlgs 165/2001) avranno una riserva di posti del 15% nei concorsi per la dirigenza. Il decreto contiene anche nuove assunzioni a livello centrale: 270 al ministero dei Beni culturali, 145 al Mef e 184 per rafforzare la squadra degli ispettori del Lavoro nella lotta al sommerso consentire di organizzare in forma aggregata fra più enti locali le procedure di assunzione.

Per maggiori informazioni, si rimanda alle diapositive diffuse dal Dipartimento per la Funzione Pubblica.