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Case green, procedura d’infrazione UE per tutti gli Stati membri

La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti di tutti i 27 Stati membri per il mancato recepimento della direttiva “case green” entro la scadenza del 29 maggio. Le lettere di messa in mora aprono ora una finestra di due mesi entro la quale i Paesi dovranno rispondere, completare il recepimento e notificare Bruxelles. In assenza di risposte ritenute soddisfacenti, la Commissione potrà procedere con un parere motivato, secondo passaggio dell’iter che può arrivare fino alla Corte di giustizia dell’Unione europea. La direttiva non introduce un obbligo automatico di ristrutturazione delle abitazioni, ma fissa obiettivi progressivi di riduzione dei consumi energetici al 2030, 2040 e 2050. Entro fine 2026 gli Stati dovranno presentare i piani nazionali definitivi, indicando obiettivi, politiche, incentivi e investimenti necessari.

Per l’Italia si tratta della terza procedura collegata alla direttiva sul rendimento energetico degli edifici. Le precedenti riguardavano il divieto di agevolazioni per le caldaie e la mancata presentazione della bozza del piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. La decisione ha riaperto il confronto politico sulla sostenibilità applicativa della direttiva.