| Il bilancio PNRR sulle Case della Comunità, finanziate con circa 2 miliardi di euro, registra un risultato positivo sul piano quantitativo: a inizio luglio risultano attive 1.224 strutture, oltre la soglia minima richiesta a livello europeo, pari a 1.038 aperture. Il dato nazionale, tuttavia, mostra ancora differenze territoriali rilevanti. Al Nord risultano attive 510 Case della Comunità rispetto alle 519 programmate, mentre al Centro le aperture superano la programmazione iniziale, con 236 strutture operative a fronte di 223 previste. Più marcato il ritardo nel Mezzogiorno, dove le strutture attive sono 478 rispetto alle 608 programmate. Tra le Regioni più indietro figurano Puglia, con 64 aperture su 120, Calabria, con 37 su 57, e Molise, con 5 su 9. |
Il superamento del target europeo non esaurisce però la valutazione sull’efficacia della misura. La principale incognita riguarda la piena operatività dei servizi, dalla presenza di medici e infermieri per almeno dodici ore al giorno alla disponibilità di visite, diagnostica di base, prevenzione, screening e presa in carico dei pazienti cronici. Secondo l’ultimo monitoraggio disponibile, solo una quota molto ridotta delle strutture era in grado di erogare l’intero pacchetto di servizi previsto.





