Ultimo aggiornamento:

Appalti UE,verso regolamento unico con più spazio a PMI e tutela europea

La Commissione europea ha presentato la proposta di riforma degli appalti pubblici, destinata a sostituire le tre direttive del 2014 con un regolamento direttamente applicabile negli Stati membri. La scelta del regolamento segna un cambio rilevante: per gli appalti sopra soglia comunitaria si andrebbe verso una disciplina europea uniforme, mentre sotto soglia continuerebbero ad applicarsi le regole nazionali.

La riforma punta su semplificazione, digitalizzazione e maggiore apertura alle PMI. Le procedure di gara verrebbero ridotte da sei a tre: procedura aperta con negoziazione, procedura dinamica semplificata per acquisti ricorrenti e consultazione di mercato per soluzioni innovative. Per le piccole e medie imprese sono previsti requisiti di accesso meno gravosi, incentivo alla suddivisione in lotti e limitazioni al subappalto integrale.

Un capitolo centrale riguarda la tutela europea. Le amministrazioni potranno limitare la partecipazione di operatori extra UE, premiare offerte con componenti europee o escludere quelle in cui beni, servizi o lavori europei siano inferiori al 50% del valore complessivo.

Restano però alcune criticità: la revisione prezzi rimane facoltativa, non vengono chiariti i nodi del project finance italiano e su alcuni aspetti, come tutele contrattuali e BIM, il Codice italiano risulta più avanzato della proposta europea.