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Attuazione degli interventi PNRR del Ministero della Cultura: i Borghi al centro della rinascita del Paese

A LuBeC 2021 – l‘incontro internazionale dedicato allo sviluppo e alla conoscenza dell’innovazione della filiera culturale, organizzato a Lucca da Promo PA Fondazione il 7 e l’8 ottobre 2021 – sono stati numerosi gli incontri e i seminari sull’attuazione della componente culturale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Per essere pronto all’attuazione del Piano, il Ministero della Cultura (MiC) ha provveduto ad un riorganizzazione interna, in linea con l’articolo 29 del Dl 77/2021 (Governance del PNRR e semplificazioni). L’articolo ha dato infatti alle Amministrazioni centrali, titolari delle Missioni/Componenti o dei singoli investimento del Piano la facoltà di individuare una unità di missione di livello dirigenziale, delegata a comunicare sia con la Cabina di Regia della Presidenza di Consiglio, sia con l’Unità Centrale di governance del Piano presso il MEF.

Il MiC, ha scelto l’istituzione di una nuova unità, inserita nel decreto di riorganizzazione del Ministero del giugno 2021, che ha creato una nuova Soprintendenza speciale per il PNRR. Oltre a svolgere il ruolo di interfaccia per il MiC presso i due enti centrali di governance del PNRR, la struttura sarà chiamata a svolgere le funzioni di tutela dei beni culturali e paesaggistici interessati dagli interventi del Recovery plan sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale in sede statale o che rientrino nel territorio di almeno due uffici periferici del Ministero. Il Dpcm che l’ha istituita, inoltre, configura la nuova Soprintendenza come Direzione generale e la affida ad interim al Direttore generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (ABAP) del MiC. Inoltre è previsto, “in caso di necessità” il potere di avocazione e sostituzione nei confronti delle Soprintendenze ABAP. La struttura è dotata infine di una Segreteria tecnica, al cui interno opera non solo personale di ruolo ma anche un nucleo di esperti, reclutabile all’esterno tramite forme di collaborazione professionale.

I soggetti attuatori a livello ministeriale degli investimenti culturali previsti dal PNRR sono:

Tra gli ospiti anche Angelantonio Orlando, il dirigente del Servizio V – Contratti e attuazione programmi del Segretariato generale presso il Ministero della Cultura, che ha delineato le principali novità per quanto riguarda il Piano Nazionale Borghi (Missione 1, Componente 3, Investimento 2.1). L’intervento ha un consistenza finanziaria di un miliardo di euro, di cui 800 milioni sono destinati alla riqualificazione dei piccoli borghi e 200 milioni ad incentivi a sostegno alle imprese artigianali dei comuni selezionati.

Un coordinamento centrale, composto da Mic, Strategia Aree Interne, Anci e Regioni è a lavoro per la ripartizione del miliardo di euro tra le regioni. E’ stato fatto un passo indietro rispetto a quanto descritto nelle schede tecniche inviate all’Ue nel maggio 2021. Esse prevedevano la selezione di 250 borghi sotto i 5000 abitanti per un contributo medio di massimo 4 milioni/EUR a borgo e il sostegno a 2.500 imprese artigiane che insistono sul territorio= 80 mila/EUR a impresa. L’investimento è stato adesso ridefinito soprattutto per quanto riguarda gli interventi nei borghi, prevedendo la ripartizione delle risorse in due componenti.

La prima prevede il sostegno di 21 borghi, 1 per ogni regione e provincia autonoma, che diverranno borghi pilota, e mira a recuperare borghi abbandonati o semiabbandonati al fine di ripopolarli e farli tornare ad essere centro di attrattività. Si tratta di 420 milioni/EUR (20 milioni a borgo) destinati a borghi di piccole e medie dimensione che hanno mantenuto una struttura insediativa storica sia per gli investimenti di riqualificazione che per il sostegno alle imprese.

I progetti sono finalizzati alla realizzazione di una iniziativa di carattere unitario che consenta l’insediamento di funzioni e servizi delle infrastrutture della cultura, del turismo e del sociale (scuole e accademie di arti e mestieri della cultura, alberghi diffusi, centri di ricerca, campus universitari, infrastrutture per il lavoro agile e per “i nomadi digitali”).

Entro il primo trimestre 2022 le regioni dovranno presentare al MiC il progetto di riqualificazione del borgo da loro selezionato. I criteri di selezione verranno inclusi nelle linee guida al progetto che verranno pubblicate entro novembre, ma sono stati comunque anticipati:

  • consistenti porzioni di territorio in stato di abbandono;
  • la presentazione di uno studio di fattibilità che dimostri la sostenibilità economica sociale ambientale e giuridico amministrativa dell’iniziativa;
  • la dimostrazione del rilancio economico e sociale del borgo anche in termini occupazionale giovanile;
  • il comune deve trovarsi in un’area protetta;
  • il comune deve avere un sito Unesco al suo interno o essere esso stesso riconosciuto come sito Unesco;
  • il comune deve avere un alto riconoscimento valoriale nazionale e/o internazionale,
  • Il comune deve insistere su un attrattore culturale e turistico (parchi archeologici, musei, cammini, parchi letterari)
  • il comune deve possedere un’ adeguata accessibilità per infrastrutture digitali

Dopo la selezione regionale dei 21 borghi, seguirà una fase di selezione ministeriale che dovrà valutare soprattutto che le tempistiche dei progetti presentati siano in linea con l’orizzonte temporale del PNRR (2026). Infine un decreto del Mic assegnerà le risorse ai comuni entro giugno 2022.

La seconda componente dell’investimento ha un valore di 580 milioni/EUR. Questi fondi verranno destinati a 229 borghi per le stesse tipologie di interventi dei 21 borghi pilota, con 380 milioni per gli interventi di riqualificazione e 200 milioni riservati al sostegno alle imprese artigiane. I borghi dovranno candidarsi autonomamente entro febbraio 2022 tramite un bando che verrà pubblicato nel novembre del 2021. Al bando seguirà la stessa procedura di selezione ministeriale prevista per i 21 borghi pilota. Saranno disponibili circa 2,5 milioni/EUR a comune.

A fronte dell’arrivo di queste e altri ingenti risorse, uno dei punti critici di cui si è discusso ampiamente durante i due giorni di Lubec 2021 è la difficoltà dei piccoli comuni nella realizzazione dei progetti a causa di carenze amministrative. In tal senso, il Ministero ha previsto il supporto regionale nell’esecuzione dei 21 progetti pilota. Per tutti gli altri borghi, il MiC sta individuando le modalità per utilizzare le risorse del fondo di sviluppo e coesione (Fsc) destinate ai supporti tecnici, in linea con l’articolo 10 del Dl 77/2021 (supporto tecnico operativo) e l’articolo 12 del Dl 121/2021. Inoltre, si prevede che le società in house (Consip, Invitalia) elaboreranno linee guida e modulistica per potere indirizzare i comuni nell’affidamento delle progettazioni e nel successivo affidamento dei lavori e servizi.