Agricoltura europea, 90 miliardi (di cui 10 all’Italia) in più per la PAC: le priorità del prossimo ciclo

La Commissione europea ha aperto alla possibilità per gli Stati membri di attivare nuove risorse per la Politica agricola comune (PAC), con un potenziale incremento di 90 miliardi di euro rispetto alla proposta iniziale, di cui circa 10 miliardi destinati all’Italia. La decisione, annunciata dalla presidente Ursula von der Leyen, rappresenta un segnale positivo per il settore agricolo, ma apre ora una fase cruciale: definire regole e obiettivi della PAC dopo il 2028. Il dibattito si concentra su alcune questioni strategiche per il futuro dell’agricoltura europea. In primo luogo, rafforzare organizzazione e competitività delle filiere agroalimentari, attraverso strumenti di cooperazione, contratti di filiera e una migliore gestione dell’offerta, per garantire mercati più equi e stabili. Un secondo nodo riguarda la gestione dei rischi, sempre più rilevanti a causa di eventi climatici estremi e tensioni geopolitiche che incidono sui mercati. Servono strumenti più strutturati, come assicurazioni agricole, fondi contro le calamità e misure di sostegno rapido per le aziende colpite.

Al centro della discussione restano anche gli aiuti diretti agli agricoltori, fondamentali per sostenere la redditività delle imprese e assicurare la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari in Europa. Infine, viene sottolineato il ruolo decisivo dell’innovazione e della ricerca, in particolare l’accesso alle nuove tecniche di evoluzione assistita (TEA) e alle innovazioni tecnologiche e organizzative, per migliorare produttività, qualità e sostenibilità del settore agricolo europeo.