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Pubblico impiego: PA centrali rafforzate a discapito degli enti locali

  • Nel D.L. 77, bloccate fino al 31 dicembre 2026 le norme che prevedono il rientro nell’amministrazione statale di appartenenza del personale che a qualunque titolo (per esempio distacco, comando eccetera) lavora oggi presso una PA titolare di uno dei progetti del PNRR. Rimane in vigore il pensionamento per limiti di età.
  • Il D.L. 80 potrebbe subire qualche modifica al Senato, in particolare sui requisiti per l’accesso dei professionisti (il testo originario chiede 5 anni di iscrizione all’albo).
  • Il D.L. 77 rafforza il MEF. Si prevedono 50 assunzioni per «personale non dirigenziale di alta professionalità» da inquadrare al Tesoro e alle Finanze. Le 50 posizioni potranno essere ricoperte pescando dalle graduatorie in vigore, senza prima effettuare le procedure di mobilità interna altrimenti obbligatorie, e saranno a tempo indeterminato, superando quindi l’orizzonte temporale del Recovery. Si prevede inoltre una nuova posizione di livello generale alla Ragioneria, e un limite alla consulenza giuridica dell’ufficio del coordinamento legislativo al ministro, escludendo i sottosegretari.
  • Per gli enti locali si prevede la possibilità di contabilizzarli con variazione in esercizio provvisorio e la possibilità di utilizzarli anche in caso di disavanzo. Le somme potranno essere accertate in base al documento di riparto, senza aspettare l’impegno di spesa da parte dell’amministrazione che le eroga. Ma questo non ha niente a che fare con assunzione di personali qualificato: a tal proposito gli enti locali potranno contare solamente su 1000 esperti assunti a tempo indeterminato (tre anni) e distribuiti tra comuni, province e regioni.