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Intervista esclusiva al presidente della commissione Bilancio della Camera Fabio Melilli

Il presidente della commissione Bilancio della Camera Fabio Melilli ha rilasciato un intervista esclusiva a OReP, che si riporta integralmente ringraziandolo.

Quali sono a suo avviso i cambiamenti più significativi che apporterà Draghi rispetto a Conte, alla luce degli indirizzi del Parlamento?

In Parlamento abbiamo evidenziato la necessità di completamento del piano che non era ancora giunto alla sua stesura definitiva.

Il nuovo governo si concentrerà sulla dimensione dei singoli progetti ma credo manterrà l’originale allocazione di risorse per i grandi temi individuati dal piano.

Lei ha parlato della necessità di stabilire “forme dirette di negoziazione con gli enti locali”? Pensate di recuperare e in che modo la progettualità che alcuni EELL stanno mettendo a punto in questi mesi in coerenza con le missioni del Recovery?

Credo che gli enti locali debbano avere un ruolo centrale, soprattutto nella definizione delle procedure di spesa e sulla semplificazione dei passaggi amministrativi.

La progettualità costruita dalle autonomie locali dovrà essere valutata con grande attenzione perché essa definisce i reali bisogni delle comunità.

I risultati del Piano dipenderanno dalle risposte che verranno date a tre questioni fondamentali: i criteri sulla base dei quali verranno allocate le risorse agli enti territoriali, il coordinamento fra i diversi interventi e fra i diversi livelli di governo nonché il coordinamento fra i progetti di investimento e i meccanismi di finanziamento della spesa corrente.

A cosa pensa quando parla di “strutture tecniche di sostegno alla capacità progettuale degli enti locali”, a soluzioni come uno sportello appalti per una consulenza alle amministrazioni, oppure all’utilizzo del fondo di 780 milioni per la capacità amministrativa della PA previsti da Conte, che appare peraltro assai modesta rispetto alle esigenze?

Il vero rischio del PNRR è la scarsa capacità del sistema pubblico di spendere presto e bene le risorse assegnate ad ogni livello di governo.

Ogni soluzione che può aiutare la qualità ed i tempi della spesa è benvenuta. Sulla reale capacità dell’Italia di rispettare i cronoprogrammi si gioca non solo il successo del PNRR ma anche la credibilità del nostro paese e non possiamo sbagliare.

Certamente le risorse destinate a tali fini dovrebbero essere più consistenti

Nella nuova versione del Recovery plan aumenterà a suo avviso la quota di prestiti dedicati a nuovi investimenti pubblici? E’ messo in conto un aumento del deficit pubblico rispetto a quanto previsto da Conte?

Gli investi aggiuntivi sono determinanti ai fini dell’impatto sulla crescita. Il tema non è il livello di debito pubblico che il PNRR genera ma la capacità del piano di determinare una crescita reale della nostra economia. Gli investimenti pubblici e privati debbono avere un impatto significativo sul nostro PIL così come possono essere decisive le riforme strutturali previste nel piano.

Solo per il Sud il governo stima, alla fine del primo triennio del piano, un incremento del PIL compreso tra 4 e 6 punti percentuali, associato ad un impatto occupazionale tra 3 e 4 punti percentuali. Anche per questo non possiamo commettere errori e comunque dobbiamo saperli correggere tempestivamente con una efficace azione di monitoraggio in ogni fase di attuazione.