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I ritardi del Mipaaf nell’attuazione del PNRR secondo il Sole 24 Ore e la risposta del Ministro Patuanelli

Nonostante non vi siano traguardi e obiettivi in capo al Ministero delle politiche agricole e forestali in scadenza nel 2021, alcune ricostruzioni del Sole 24 Ore di domenica evidenziano diversi ritardi nell’attuazione del PNRR. I ritardi sono relativi ad alcune misure di cui è titolare il Ministero della Transizione Ecologica(MiTE) o il Ministero dello Sviluppo economico (MiSE), ma che devono intercettare l’approvazione trasversale anche quello delle politiche agricole.

  • Entro il 31/12/2021, il MiTE deve emanare un decreto con le prime indicazioni sulle linee direttrici per i finanziamenti che accompagneranno lo sviluppo delle filiere del biogas e biometano (e per chiarire la proroga o meno del sistema di incentivi finora in vigore). Il decreto era atteso per lunedì scorso, ma ancora circolano ancora solo bozze; una volta concluso l’iter legislativo saranno poi necessari 180 giorni di tempo prima di emanare i relativi bandi.
  • Per gli investimenti sul rilancio e il rafforzamento delle infrastrutture irrigue, il MiSE ha varato il primo decreto attuativo che ha in gran parte recepito il pacchetto di progetti esecutivi messi a punto dall’Associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue. Tuttavia, sono emerse alcune posizioni critiche – che ne rallentano la pubblicazione – nell’ultima Conferenza Stato-Regioni, poiché Sicilia e Abruzzo sono rimaste deluse dalla totale esclusione dei loro progetti. Il ministro Patuanelli ha offerto una possibilità di recupero ma solo per progetti immediatamente cantierabili, proposta che comunque non soddisfa le regioni escluse.
  • Per quanto riguarda gli investimenti relativi al fotovoltaico, nelle riunioni svolte a livello ministeriale, si è registrato un evidente contrasto sulle tipologie di intervento. In particolare, il ministro Patuanelli è fermamente contrario alla realizzazione di pannelli fotovoltaici a terra (che sottraggono quindi ettari alle produzioni agricole) mentre invece MiTE e MiSE sono propensi a non escludere alcuna tipologia di intervento per raggiungere più velocemente gli obiettivi di spesa. Di fatto a causa di questa divergenza di opinioni il tempo delle scelte si sta allungando.
  • Molte critiche stanno emergendo anche sul capitolo dell’innovazione e meccanizzazione. A essere scontenti sono i produttori di macchine agricole riuniti in Federunacoma che auspicano che la dotazione finanziaria del PNRR copra anche gli investimenti in innovazione a cominciare da quelli di agricoltura 4.0.

Il quadro si completa se si considera anche il dato eloquente sulla mancata istituzione da parte del Mipaaf della struttura di missione, in linea con l’articolo 29 del Dl 77/2021 (Governance del PNRR e semplificazioni). L’articolo ha dato alle Amministrazioni centrali, titolari delle Missioni/Componenti o dei singoli investimento del Piano la facoltà di individuare una unità di missione di livello dirigenziale, delegata a comunicare sia con la Cabina di Regia della Presidenza di Consiglio, sia con l’Unità Centrale di governance del Piano presso il MEF, per monitorare l’attuazione del PNRR. Di fatto al Mipaaf, di questa unità ancora non v’è traccia.

Il ministro Patuanelli ha inviato al Sole 24 Ore una lettera di risposta all’articolo, in cui chiarisce che il Mipaaf non è “assolutamente in ritardo con l’attuazione delle misure legate al PNRR”. Il Ministro entra nello specifico di ogni osservazione sollevata dal Sole 24 Ore, e afferma che:

  • per quanto riguarda l‘unità di missione, il provvedimento è alla firma del MEF. Il fatto che ancora non sia stata ufficialmente nominata non comporta alcun ritardo nei progetti;
  • per le strutture irrigue, le scadenze sono state centrate (l’elenco dei progetti ammissibili doveva essere approvato entro il 30 settembre e così è stato) e il problema legato alla Regione Sicilia abbondantemente trattato sugli organi di stampa locale e nazionale. Dunque, l’apertura di alcune istruttorie d’emergenza – evento normale in qualsiasi procedura amministrativa – non comporterà alcun ritardo;
  • sui presunti contrasti relativi al fotovoltaico, il Governo ha semplicemente ribadito senza contrasti l’esigenza di trovare una soluzione all’individuazione di siti idonei, senza consumo di ulteriore suolo agricolo. Gli investimenti in questo campo sono due: uno da 1,5 miliardi (cosiddetto Agrisolare) riguarda la realizzazione sui fabbricati agricoli esistenti (senza spreco di superficie agricola) di impianti fotovoltaici e il secondo da 1,1 miliardi che riguarda la realizzazione di campi fotovoltaici verticali con produzione agricola sottostante. Il primo intervento vede il Mipaaf come capofila e le scadenze per l’emanazione dei bandi sono fissate al 30 giugno 2022 e saranno rispettate (entro l’anno sarà firmato l’accordo per la gestione della procedura con la scelta di una piattaforma informatica destinata al recepimento delle domande), mentre il secondo vede come capofila il Mite che sta lavorando alla bozza del decreto per i bandi, esattamente come sul tema del biogas e biometano;
  • sul capitolo “meccanizzazione”, il Mipaaf emanerà il bando entro il 31 marzo 2022, così come previsto dal PNRR. L’idea è di implementare una procedura quanto mai semplificata assieme a Inail sul modello dei bandi ISI ma senza click day. Mentre criteri di scelta e modalità attuative saranno condivisi con le Regioni. Sui presunti ritardi legati al finanziamento dei “contratti di filiera”, si ricorda che la scadenza è fissata al 31 dicembre, data che il Ministero intende ampiamente anticipare;
  • infine, sui presunti ritardi legati al capitolo “logistica”, la scadenza da PNRR è fissata al 30 marzo 2022; anche in questo caso sarà ovviamente rispettata.