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I problemi delle nuove assunzioni nella PA

Il Concorso Sud bandito per far fronte alla necessità di reclutare figure specializzate da inserire nella Pubblica Amministrazione con contratto a tempo determinato per gestire al meglio il PNRR non ha ottenuto i risultati sperati. È stato il primo grande concorso partito grazie al D.L. 80/2021 – “Decreto assunzioni Recovery” 9/6, ma anche dopo la riapertura delle selezioni ad altri 70.000 candidati, in precedenza esclusi, tra gli iscritti al concorso, quelli risultati idonei sono stati solo 1.483. È rimasto vuoto il 47% delle caselle. Inoltre, nel caso del profilo per “Funzionari esperti tecnici” con 22464 istanze inviate, 9449 candidati presenti alla prova e solo 167 sono risultati idonei, così come per il profilo per “Funzionari esperti in gestione, rendicontazione e controllo”, che puntava al reclutamento di 918 persone, con solo 196 candidati idonei.

E’ notizia di oggi poi che nella corsa alle assunzioni per rinforzare il personale della giustizia non è stato previsto l’obbligo di attivare le procedure di mobilità interna per ogni qualifica. Così riporta infatti l’ordinanza 11635/2021 del giudice del Lavoro che parla di: «400 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di direttore – organizzazione giudiziaria», «mille unità di personale non dirigenziale con contratto di lavoro a tempo determinato della durata di 24 mesi» (avviso del 18 marzo 2021), «150 funzionari giudiziari» (concorso 30 novembre 2020) e «2.700 cancellieri, oggetto del concorso indetto l’11 dicembre 2020» a cui è stato negato il diritto alla mobilità interna. Ed è così che è nato il ricorso della Federazione Lavoratori Pubblici, il sindacato che si è visto accogliere l’istanza cautelare urgente ex articolo 700 dal Tribunale del Lavoro di Roma.

Due conseguenze della mancata completezza dell’azione di riforma, che mettono in luce tutte le complesse sfide che la Pa deve affrontare nel suo processo di evoluzione e ammodernamento.