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Gianfranco Viesti (Università di Bari): “Al sud manca la garanzia per 47 degli 82 miliardi previsti dal PNRR”

Sulle colonne del Mattino e del Messaggero di oggi il Professor Viesti (Università di Bari) spiega come i conti del Sud non tornino. il governo si impegna ad investire non meno del 40% delle risorse territorializzabili, pari a circa 82 miliardi di euro, nelle otto regioni del Mezzogiorno. Sul sito del Ministero per il Sud e la Coesione territoriale è disponibile anche una prospetto degli investimenti previsti per il sud divisi per missione e per progetti. Tuttavia, sommando gli stanziamenti di ciascuna Linea di intervento esplicitamente destinati al Sud nel piano – con l’aiuto sia dei Dossier dei Servizi Studi delle Camere, sia di un report in pubblicazione su Forum DD -, si arriva ad un totale di soli 22 miliardi. Si tratta per la metà di investimenti ferroviari, e per il resto di azioni sulle grandi reti. Si possono poi fare delle stime e concludere che altri 13 miliardi verranno spesi al sud. Un totale di 35 miliardi garantiti su 82 miliardi di impegno iniziale del Piano.

Espliciti riferimenti al Meridione mancano ancora per la “Transizione 4.0”, che prevede la pubblicazione di vari bandi per le imprese. La bassa concentrazione di imprese al sud fa quindi presagire che arriveranno meno fondi per la Missione 1. Mancano riferimenti al Mezzogiorno anche per quanto riguarda gli asili nido.

Le risorse per le quali non è prevista allocazione andranno quindi: dove l’economia è più forte e ci sarà maggior tiraggio delle misure; dove verranno destinate dalle norme attuative stabilite dai diversi ministeri che ne hanno responsabilità; dalla capacità e competitività delle amministrazioni che parteciperanno ai bandi di gara e dai criteri degli stessi. Appare quindi indispensabile sia un monitoraggio attento di tutti gli investimenti, sia un rafforzamento dei Comuni in tutta Italia, ma in misura particolare al Sud.