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Arera: “Gravi e perpetuate inefficienze nella gestione idrica al Sud possono compromettere gli investimenti del PNRR”

Nel Mezzogiorno «persistono situazioni in cui si perpetuano inefficienze» nella gestione dell’acqua. Con questi toni, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha inviato una segnalazione a governo e Parlamento per chiedere una urgente modifica del quadro legislativo ed evitare di sprecare le risorse del PNRR. In particolare, per Molise, Campania, Calabria e Sicilia, la debolezza della governance degli ambiti idrici, la persistenza di gestioni frammentate che vengono dal passato, la difficoltà a insediare gestioni idriche integrate di ambito, la sottrazione di milioni di utenti alla regolazione tariffaria sono carenze che impediranno di costruire qualunque politica, anche quella di industrializzazione del servizio promessa dal PNRR. Arera chiede la modifica del quadro legislativo nazionale prevedendo «un termine perentorio entro cui siano perfezionati i processi di affidamento del servizio idrico integrato», ove questi sono possibili. E se questo non accadrà, bisognerà andare a una gestione del servizio idrico integrato affidato per quattro anni, poi riconfermabili per altri quattro, a una società a controllo pubblico. Ed è solo attraverso la creazione di una Spa pubblica che Arera considera possibile attuare il quarto asse della componente 4 della missione 2 del PNRR che destinata 4,38 miliardi alle risorse idriche. Come riconosciuto dallo stesso PNRR che invoca la necessità di un intervento centrale finalizzato a «rafforzare il processo di industrializzazione del settore (favorendo la costituzione di operatori integrati, pubblici o privati, con l’obiettivo di realizzare economie di scala e garantire una gestione efficiente degli investimenti e delle operazioni)».